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Alta Austria - Sale e santità

La via del sale austriaca da secoli immemori si snoda per queste regioni. Il mare è lontanissimo ma dalle miniere alpine di salgemma sino dal neolitico è stato estratto il prezioso minerale bianco, trasportato poi in tutta la Mitteleuropa. Seguiamo anche noi il tracciato del sale e non ce ne pentiremo.

 © OEW Porzika
Salisburgo, poteva chiamarsi in modo diverso questa bella città nel bel mezzo del sotterraneo universo salino? Dalla città di Mozart si parte, a Hallstatt, via Golling e Russbach, percorrendo una valle felice, sino a raggiungere il piccolo lago in cui si specchia la cittadina. Siamo nel cuore del Salzkammergut, la regione dei laghi.

Le miniere del sale locali sono attive ancor oggi e sono state aperte all'età del bronzo. Come illustra il Museo preistorico con reperti risalenti al 1000 a.C. Hallstatt fa parte del patrimonio protetto dall'UNESCO.
Per visitare le miniere c'è da prendere la funicolare, l'ingresso alla Salzbergwerk non è lontano, il panorama: stupendo. All'interno un affascinante viaggio nella storia, ma anche momenti di divertimento sul più lungo scivolo in legno d'Europa.

Dire Bad Ischl e dire Francesco Giuseppe è quasi naturale. Perché l'imperatore si era innamorato di questo borgo termale, uno dei pochi nella regione a non affacciarsi su un lago. Andava a caccia nei boschi alle falde del Dachstein, beveva le acque minerali benefiche, si faceva coccolare da Katharina Schratt, attrice e ottima cuoca che lo aveva conquistato. Il centro è delizioso, con palazzetti dai colori pastello, la Kaiservilla dove risiedeva il sovrano, è un capolavoro Biedermeier. L'attuale imperatore di Bad Ischl
è Herr Zauner, con la sua pasticceria: squisito lo Zaunerstollen, salame di cioccolato.

La via del sale prosegue verso Ebensee e Traunkirchen che si sfiorano costeggiando il lago Traunsee ed è subito a Gmunden, nobile cittadina pittorescamente lacustre ove si creano ceramiche bianche e verdi, la "Gmundner Keramik", un tempo giudicate rustiche, oggi raffinatissime. Da comprare dopo aver visitato la fabbrica.

Tralasciamo l'autostrada, meglio la tranquilla statale, attraverso una verdissima campagna sino a un luogo di preghiera e fasti artistici: Kremsmünster, monastero benedettino antichissimo, barocchizzato, imponente come un palazzo reale e con opere pregevoli. La Sala degli Imperatori disegnata da C.A. Carlone, è maestosa.
Ora ci si dirige a Steyr. La chiamano la città del ferro e delle armi, ed è così per le sue industrie ma Steyr è anche molto bella, con un centro storico intatto, il castello Lamberg, il Municipio (Rathaus) e tanti palazzetti gotici. Poco prima di Linz, l'Abbazia di St. Florian è un trionfo di barocco, da vedere la biblioteca, la chiesa e le collezioni d'arte.

Da qui a Linz la strada è breve. Famosa per la torta omonima alla marmellata, Linz è sul Danubio, il suo modernissimo Lentos Kunstmuseum, tutto in cristallo, vi si specchia dentro e di notte risplende di luci rosse e blu. Stupiscono anche le linee dell'Ars Electronica Zentrum, dedicato al futuro dell'arte.

Oltre il Danubio, e Linz, la via del sale prosegue verso nord, entrando nel Mühlviertel, regione campagnola che confina con la Repubblica Ceca. Kefermarkt, nella chiesa di St Wolfang, custodisce un dossale inestimabile scolpito da un ignoto maestro, Freistadt è quasi al confine che fu chiuso per decenni, e oggi, riaperto, dà nuovamente movimento e scambi sulla via di Praga, come fu nel corso di secoli soprattutto per i carichi di sale provenienti da Hallstatt.

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