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Tradizioni alpine

Molti gruppi etnici delle Alpi erano originariamente contadini e “Säumer”, ovvero mulattieri, cioè trasportatori con animali da soma. I Säumer sono stati i primi “spedizionieri” delle Alpi. Nel corso dei secoli, sale, vino, liquori, ma anche oro e argento, hanno attraversato passi alpini invalicabili a dorso di cavallo; spesso anche la razza Haflinger era utilizzata come animale da soma.

Berliner Hütte in the Zillertal Alps © Österreich Werbung/Peter Burgstaller
Berliner Hütte in the Zillertal Alps © Österreich Werbung/Peter Burgstaller
Grossglockner High Alpine Road © Großglockner Hochalpenstraße
Grossglockner High Alpine Road © Großglockner Hochalpenstraße
Krimml Waterfalls in SalzburgerLand © OeAV Sektion Warnsdorf/Krimml
Krimml Waterfalls in SalzburgerLand © OeAV Sektion Warnsdorf/Krimml

Fin dagli albori, gli abitanti delle regioni di alta montagna dell’Austria occidentale hanno eletto come luogo d’insediamento ideale gli altopiani più alti e difficilmente accessibili, preferendoli di gran lunga alle vallate che a quei tempi erano spesso acquitrinose, prive di vie di comunicazione e invase dalla melma. I confini definiti dalle montagne, ritenuti invalicabili, sono stati superati già nella protostoria, favorendo così la diffusione di attività commerciali fino al Mediterraneo. A riprova di ciò è il ritrovamento di Ötzi – l’uomo venuto dal ghiaccio – rinvenuto a 3.200 metri di altezza all’interno del ghiacciaio delle Alpi della Ötztal: è stato scoperto che 5.300 anni fa erano già in corso scambi commerciali con la regione circostante il Lago di Garda.

Le tradizioni dello stile di vita alpino

Proprio come Ötzi che si spostava tra le diverse valli e stratificazioni di vegetazione, fino ai giorni nostri sono state preservate e tramandate numerose tradizioni “di spostamento”, legate alla cultura di vita alpina. Sono strettamente collegate all’allevamento di bestiame che fin dalle origini rappresentava il fulcro della vita economica dei primi abitanti. La transumanza – salita e discesa dall’alpeggio – è una delle tradizioni più festose ed è tuttora viva nelle regioni alpine dell’Austria. All’inizio della stagione estiva, a ridosso della Pentecoste, il bestiame viene condotto all’alpeggio da pastori e malgari per poi fare ritorno a valle, in gran parte a metà settembre. Soprattutto la cerimonia del ritorno dall’alpeggio è celebrata con una gran festa. Se la stagione estiva è trascorsa senza particolari eventi, le mandrie vengono agghindate in modo speciale, con corone di rododendri (rose delle Alpi) o rami di pino mugo oltre che con ornamenti di carlina bianca (piccolo cardo) e fiori artificiali.

Molti gruppi etnici delle Alpi erano originariamente contadini e “Säumer”, ovvero mulattieri, cioè trasportatori con animali da soma. I Säumer sono stati i primi “spedizionieri” delle Alpi. Nel corso dei secoli, sale, vino, liquori, ma anche oro e argento, hanno attraversato passi alpini invalicabili a dorso di cavallo; spesso anche la razza Haflinger era utilizzata come animale da soma. Questa antichissima tradizione della regione alpina è sopravvissuta, nella sua forma “nomade”, fino ai giorni nostri, lungo i sentieri percorsi dai mulattieri sulle montagne: ad esempio nella catena degli Alti Tauri che rappresentavano la via più breve, ma al tempo stesso più difficile, di collegamento con il sud. Una delle vie più antiche e spettacolari si trova nella regione di Pinzgau, nel Salisburghese, e conduce alle cascate di Krimml, le più alte d’Europa. Una volta lasciatosi alle spalle il fragore delle acque glaciali di questa maestosa cascata, si giunge – attraverso un incantevole altopiano ricoperto di alpeggi – al rifugio “Krimmler Tauernhaus”, risalente a oltre 600 anni fa e un tempo importante punto di appoggio per mulattieri e mercanti. La “Gaststube”, perfettamente conservata nell’aspetto originale, è oggi monumento posto sotto tutela.

Anche un intero rifugio, ovvero la Berliner Hütte nella Zillertal, è monumento sottoposto a tutela e, più precisamente, il primo in Tirolo: aperto nel 1879, è sempre stato di proprietà della sezione del Club Alpino di Berlino e l’interno è un gioiello dell’artigianato della Zillertal. All’inizio del nuovo secolo il rifugio, che sorgeva sul percorso di un’antica via di mulattieri, non divenne solo il punto di appoggio degli alpinisti, bensì anche di una nuova generazione di “Säumer”. Per questa ragione fu dotato di un ufficio postale, di una bottega di calzolaio e di una camera oscura per i fotografi. Oggi, gli escursionisti possono raggiungere il rifugio in tre ore da Jenbach e, grazie alla sua posizione a 2.044 metri sul livello del mare, è il punto di partenza ideale per escursioni o più semplicemente per godere di una vista mozzafiato sui 3.000 metri.

La via alpina probabilmente più antica utilizzata dagli Säumer può essere oggigiorno percorsa comodamente in auto: è la Strada Alpina del Großglockner. Quando all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso si procedeva alla realizzazione di questo importante valico, l’architetto che ne progettò il tracciato, Franz Wallack, fece una curiosa scoperta: una via di comunicazione esisteva già. La prova si ebbe in cima al passo, sull’Hochtor, a 2.504 metri di altitudine, dove fu ritrovata una statuetta bronzea, probabilmente raffigurante Ercole. Con la costruzione di questa opera viaria si era giunti a scoprire l’esistenza di un’antichissima via commerciale di origine celtica che attraversava i monti Tauri, il collegamento più breve e veloce tra Salisburgo – la celtico-romana Juvavum – e Aquileia sull’Adriatico. Oggigiorno, tra maggio e ottobre, è possibile percorre questa via sui Tauri, che si snoda sulla cima più alta dell’Austria, con l’auto, la moto o – per i più sportivi – con la bicicletta. E sostando sull’Hochtor non si potrà fare a meno di pensare che proprio in questo punto, 3000 anni fa, si portavano, verso i paesi del Mediterraneo, ferro, sale, stagno, legname, lino, lana e calzature.