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Sulla traccia dei Vulcani

Quando si arriva nel Vulkanland, si incomincia a respirare un'aria veramente diversa, non solo dovuta alla morfologia del territorio ma è il contatto, il rapporto con gli abitanti che incuriosisce fin da subito: sono vitali, fieri ed orgogliosi di vivere in questa terra a sud-est della città di Graz.

Zucche © Alberto Dorigo
Zucche © Alberto Dorigo
Cestai al lavoro a Stainz  © Alberto Dorigo
Cestai al lavoro a Stainz © Alberto Dorigo
Parco di Bad Gleichenberg © Alberto Dorigo
Parco di Bad Gleichenberg © Alberto Dorigo

Quando si arriva nel Vulkanland, si incomincia a respirare un'aria veramente diversa, non solo dovuta alla morfologia del territorio (dolci colline, foreste, pianure, tratti di fiume) ma è il contatto, il rapporto con gli abitanti che incuriosisce fin da subito: sono vitali, fieri ed orgogliosi di vivere in questa terra a sud-est della città di Graz, al confine con la Slovenia. Si chiama Vulkanland per tutti, ma più precisamente “Steirisches Vulkanland”, 79 Comuni suddivisi in cinque distretti con circa 104.000 abitanti, un tempo area in piena attività vulcanica.

Il cuore della mappa vulcanica, è il comune di Bad Gleichenberg , dove si era formato il primo cratere più di 17 milioni di anni fa, oggi rinomato centro per le sue Terme.

Si arriva da Feldbach con un trenino d'epoca elettrico a una carrozza, della Ferrovia STLB (parte della rete nazionale OBB, nota soprattutto per i viaggi nostalgia, unici e affascinanti), che percorre ogni giorno lo stesso tratto da 75 anni. Già durante il percorso (sono 21 chilometri), l'ambiente circostante inizia a distendermi, donandomi nuova energia: sono maggiormente consapevole di me stessa e di quello che sto vivendo, senza alcuna distrazione. (Infatti, al mio rientro in città, mi rimarrà impressa la definizione “destinazione olistica” per descrivere il Vulkanland).

Il Vulkanland è oggi un marchio, ben riconoscibile dappertutto. Più di venti anni fa è iniziato un processo di trasformazione tra i responsabili delle varie amministrazioni locali - ancora in corso, con l’obbiettivo di raggiungere i parametri Europei di “Energy Vision 2025” - per dare più valore a questa terra di confine: sono stati coinvolti tutti gli abitanti ad ogni livello, gli imprenditori, gli artigiani, gli agricoltori poiché la necessità di “dare una svolta” non era solo in un progetto di cambiamento bensì più in profondità, in una missione da condurre tutti insieme.

Ed oggi scopriamo i risultati: eccellenze dappertutto, nell’artigianato (vetro, legno, ceste, abiti tradizionali, lanterne), nel cibo (vino, succhi di frutta, prosciutto, formaggi, pomodori, zucche, olio di semi di zucca), nell’accoglienza (una rete di fattorie, di taverne di ristoro, B&B), nel paesaggio (anche stupendi giardini sparsi nella regione), il tutto nel rispetto totale del territorio, in linea con i nuovi valori eco-sostenibili. Infatti, Steirisches Vulkanland, vince nel 2008 l'ambito Premio Europeo EDEN con il tema “Turismo e patrimonio immateriale locale”.

La destinazione, ancora poco conosciuta al turismo, si può veramente apprezzare in ogni stagione dell'anno. La primavera accoglie il visitatore nel momento del risveglio della natura, in estate lo conduce nei luoghi di lavoro dove abili artigiani raccontano la propria arte, l'autunno è il momento della degustazione dei vini e della socialità nelle deliziose cantine e taverne sparse ovunque, e l'inverno è il momento della contemplazione in attesa dell'Avvento della Pace. Da segnalare anche una visita ai più di 35 Musei e collezioni presenti.

Ma per godere appieno dell'atmosfera del Vulkaland, il programma delle gite e delle escursioni “Auf den Spuren der Vulkane – Sulle tracce del Vulcano” (mappa KIS) proposte dalle Associazioni Turistiche locali, permettono di conoscerne lo spirito della regione, in mezzo a tanta naturale bellezza!

C’è un'altra frase che porterò sempre con me “Whats grows here, is of value (Cosa cresce qui, è di valore), poiché serve ad ognuno di noi in ogni campo, al rientro a casa.

Qui, nel Vulkanland, ci sono riusciti!

di Brunella Dorigo

(giornalista, direttore responsabile rivista Eco-Coscienza www.eco-conscience.it)