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Imst: tra pascoli, maschere e fontane

Landascape Imst © Wenzler

A prima vista sembra un grande e quieto villaggio di montagna su un'altura nella valle dell'Inn, nel cuore del Tirolo. Ma l'atmosfera bucolica non tragga in inganno, anche se la natura qui si tocca con mano: Imst è una cittadina di quasi 10.000 abitanti piena di risorse e di sorprese, dalle intriganti usanze di Carnevale all'Alpine Coaster, l'ottovolante montano più lungo del mondo. Se volete, potete persino sperimentare un frizzante bagno nella birra.

“Oppidum humiste”, la città zampillante: è così che in un documento del 763 veniva definita Imst nell'Oberland tirolese. Il riferimento è alle sorgenti d'acqua purissima che ancor oggi alimentano una ventina di fontane nel solo centro storico, tanto buona da ispirare vere e proprie degustazioni.

Nell'antichità passava di qui la Via Claudia Augusta, la strada romana che varcava le Alpi. Quando Imst ottenne i diritti di mercato nel 1266, era nota per le sue miniere di ferro e piombo, cui più tardi si sostituì l'industria tessile.

La Ballenhaus che ospita il museo civico era in origine il deposito dei tessuti. A rendere famosa la località furono però i mercanti di canarini e uccellini che giravano l'Europa con le loro gabbie in spalla e ai quali Carl Zeller nel 1891 ha dedicato un'operetta (“Il Venditore di Uccelli”).

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