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W l'alpeggio!

Solo per un breve periodo, in estate, la vita in alpeggio rende lieto l'umore di persone e animali rendendo l'atmosfera festosa e piena di entusiasmo.

Amoseralm in SalzburgerLand © Österreich Werbung/Peter Rigaud
Con il cuore rivolto al cielo e i piedi ben piantati a terra: ecco le sensazioni di un'esperienza in alpeggio. Seguendo il bestiame - sia che si tratti di pecore, capre, vacche e, un tempo, anche di maiali - ogni anni ci si sposta, proprio quando la neve inizia a diventare morbida, dalle valli in alta montagna. È questo il segnale di inizio di una festa molto particolare.

Si parte col riordinare la malga rendendola abitabile, si appendono i campanacci al collo delle mandrie e si entra in contatto con l'ambiente circostante. Le vacche sono le più buongustaie tra tutti gli animali: vanno alla ricerca delle erbe più tenere e profumate. Sprezzanti del pericolo anche di fronte alle zone più impervie, si avventurano nei pascoli più in quota. I malgari le seguono sin dalle prime luci dell'alba per ricondurle alla malga per la mungitura. E quando la nebbia cala sull'alpeggio, i campanacci sono l'unico punto di riferimento per individuare la posizione del bestiame.

Dopo la mungitura, i malgari lavorano il latte per trarne burro e formaggio. Il "latticello", un'altra specialità dell'alpeggio, si produce praticamente da solo, come prodotto derivato. Del resto è quel che accade per il siero del latte, che è un derivato del formaggio.

Si narra che la bellezza di alcune pastorelle sia da ricondurre al fatto che facessero il bagno nel siero del latte - oltre a nutrirsi in modo sano e a ritemprarsi ammirando la purezza del paesaggio. Se ciò sia vero oppure solo una rappresentazione romantica, rimane un mistero.

Ciò che è certo, invece, è che la vita all'alpeggio ha costituito, per secoli, una sorta di liberazione temporanea da regole di comportamento severe: le giovani pastorelle erano improvvisamente dispensate dal rigido ordine della gerarchia contadina e dal controllo dell'autorità religiosa. Erano padrone di se stesse: la malga era la loro casa, l'alpeggio il loro regno sconfinato. Questa idea di libertà ha dato le ali alla fantasia di molti pittori, poeti e scrittori che, dal 1800, individuarono nell'alpeggio una sorta di Arcadia delle Alpi.

E tutto questo a ragione, perché in casi eccezionali la fantasia si confonde con la realtà, addirittura a volte la supera: l'esperienza in alpeggio è migliore di qualsiasi descrizione. Il tesoro di saghe, poesie e canti locali esprime spesso questo sentimento elevato e lo concretizza; nell'Almjauchzer (canto tipico dell'area alpina) e nello Jodel, la voce si libra senza parole, solo vocali e sillabe ricevono un'intonazione potente e sensibile, per esprimere la propria gioia al cielo limpido, diffondendola oltre monti e valli: è proprio così che questa gioia quasi ultraterrena trova la sua massima espressione.

Tutti coloro che raggiungono l'alpeggio scalando la montagna sono invitati a prendere parte a questo lieto sentire. Nella regione di Salisburgo, gli alpeggi sono talmente vicini gli uni agli altri che è possibile visitarne 120, uno diverso dall'altro, percorrendo l'Almenweg (Sentiero degli alpeggi) di Pongau, coprendo una distanza di 350 chilometri. Sull'Ameisenweg - il "sentiero delle formiche", da intendersi esattamente nella traduzione letterale - a Filzmoos, invece, ci si concentra sul dettaglio per comprendere il tutto mentre il percorso interattivo naturalistico di Bachalm guida il visitatore attraverso la molteplicità della vita in alta montagna.

Prelibatezza gastronomiche come i Buchtel (dolci), il Muas (la mosa, una crema di polenta) o ancora il Kräutertee (infuso di erbe) possono essere gustate all'Amoseralm. Il sapore poi del burro d'alpeggio, spalmato sul pane fresco fatto in casa, è semplicemente estasiante. All'Haitzingeralm, infine, viene svelato il mistero della trasformazione del latte in formaggio. Tutte esperienza liete che nella regione di Salisburgo sono accompagnate da tanta musica e celebrate con le feste estive all'alpeggio.

Una giornata davvero speciale è la domenica successiva alla festa di S. Giacomo apostolo (25 luglio) in cui ha luogo il "Hundstoa-Ranggeln": nella cornice naturale di un'arena di verdi pascoli d'alta quota, sotto la cima dell'Hundsteim, si volge una competizione di origine medioevale durante la quale si sfidano due lottatori. Il vincente potrò fregiarsi per un anno del titolo di "Hagmoar".

Per ulteriori informazioni
Il paese dei buongustai
Salzburger Almsommer
(Stagione estiva sugli alpeggi della regione di Salisburgo)
Salzburger Almenweg
Informazioni complete ed esaurienti sul Salzburger Almenweg, 350 km di puro piacere escursionistico.

Calendario completo della transumanza (rientro del bestiame dall'alpeggio al termine della stagione estiva) di tutta l'Austria.
Vacanze a Filzmoos
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Affittare una baita di montagna
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www.almliesl.com