
I mariti erano spesso lontani da casa perché abili artigiani e costruttori e, al loro ritorno, portavano oggetti esotici, preziosi ed eleganti da ogni angolo del mondo: pellicce, nastri, tessuti particolari, oggetti d'oreficeria. Come nel caso dei gioielli, venivano utilizzati per adornare l'abito della festa: in questo modo è nata la cosiddetta Juppe der Bregenzerwälderin - Costume tradizionale femminile del Bregenzerwald, costituito da una gonna lunga a pieghe fitte abbinata a un corsetto con maniche lunghe, grembiule e cintura decorata, certamente uno dei costumi tradizionali femminili più antichi dell'area alpina, contaminato da elementi stilistici che spaziano da Madrid fino a Mosca.
Già il nome, come la forma, rimanda al termine francese "jupe" (= gonna). La colorazione nera e il cappello con le piume a tesa rigida rivelano influssi spagnoli mentre il berretto profilato di pelliccia si rifà a modelli russi.
Un'ulteriore notazione sui cappelli: quando si usciva di casa, sin dal 1560, era obbligatorio indossare qualcosa che coprisse il campo e le donne, in questo campo, vi avevano infuso tutto il proprio fiuto per la moda creando delle varianti.
Effettivamente, questo abito di magnifica lucentezza, ma pesante - l'orlo della gonna ha un'ampiezza di quasi cinque metri - abbinato a maniche a palloncino e a un corpetto riccamente decorato, aveva assolutamente bisogno di un degno coronamento. Un tempo si utilizzava spesso una cappa a punta che però si adatta bene solo a una pettinatura con le trecce raccolte; da quando le donne hanno iniziato a pettinarsi anche in altro modo, è entrato in auge un copricapo pittorico e pittoresco al tempo stesso, in quanto trae la propria origine dal museo facendo concorrenza all'alta moda.
Angelika Kauffmann, nota pittrice e amica affezionata di Johann Wolfgang von Goethe, fornì il modello per questo cappello: nel 1781 ha realizzato un autoritratto con lo Juppe, portando con il costume tradizionale un audace e seducente cappellino del suo tempo.
Ai giorni nostri sopravvive un solo laboratorio a Riefensberg che ancora produce lo Juppe; ogni costume è realizzato su misura e quindi è sempre un pezzo unico. Questa impresa è museo e polo produttivo visitabile al pubblico: una visita guidata consente di osservare in presa diretta i singoli passaggi per la finitura dell'indumento, dalla procedura per rendere lucido il tessuto fino alla realizzazione delle pieghe. All'interno degli spazi espositivi è possibile ammirare il prodotto finito in tutta la sua nobile eleganza, un indumento questo che viene indossato con raffinatezza tipicamente femminile nei giorni di festa e che, a motivo delle sua bellezza ricercata, viene preferito a qualunque altro.

La cultura architettonica di altre regioni si esprime con pietre nobili e mattoni fatti a mano; nel Voralberg ciò avviene con il legno. Nel Bregenzerwald il sapere su questo materiale antico come il mondo è stato tramandato e conservato nei secoli e ai giorni nostri si declina in applicazioni moderne e contemporanee.
Architettura & legno nel Vorarlberg