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La Pasqua in Carinzia

La Pasqua in Carinzia è un evento fastoso, vivace e tradizionale: i pellegrini salgono sui monti, i bambini scacciano la morte e il burro si fa opera d'arte. Durante il periodo pasquale si preparano decorazioni e si balla, si fa rumore.

 © Kaernten Werbung/Anton Wieser
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Per un posto in paradiso
Nel Land più meridionale d'Austria, pellegrinaggi, superstizioni e specialità decorate in filigrana consentono ai turisti in vacanza di toccare con mano antiche leggende e usanze tradizionali.

Quattro cime per un perdono
Ogni anno, il secondo venerdì dopo la Pasqua, nella Carinzia centrale migliaia di pellegrini affrontano il tradizionale "Vierbergelauf", un pellegrinaggio che li porta a salire le cime di quattro monti percorrendo 50 chilometri e 2.500 metri di dislivello in circa 16 ore di cammino... e tutto per scontare i propri peccati.

A mezzanotte la marcia dei pellegrini inizia dal Magdalensberg: al chiarore delle fiaccole e al suono delle campane, i fedeli s'incamminano nella notte seguendo il predicatore. "Ogni pellegrino lo sa: è un'usanza molto impegnativa, ma davvero meravigliosa", afferma uno dei partecipanti. "Dopo aver superato le prime salite, lo spettacolo dell'aurora sul monte Ulrichsberg con una vista mozzafiato su Klagenfurt ripaga di ogni fatica."

La sera il pellegrinaggio si conclude in bellezza sul monte Lorenziberg. Durante la marcia molti pellegrini raccolgono il cosiddetto "Berglerlaub", rami di piante sempreverdi che vengono benedetti per essere usati per riti religiosi. Anche i chicchi di cereali vengono scambiati per un pugno di grano benedetto. Mescolati ai chicchi da semina, i cereali benedetti assicureranno un ricco raccolto.

I pellegrini devoti che per tre volte partecipano al "Vierbergelauf", pare si assicurino un posto in Paradiso. E così ogni anno centinaia di pellegrini calzano gli scarponi, anche perché la tradizione del pellegrinaggio non deve mai interrompersi, altrimenti secondo una leggenda arriverebbe la fine del mondo.

Rumori di spauracchi per la vita eterna
Il Giovedì e il Venerdì Santo rumori assordanti riempiano l'aria della altrimenti tranquilla valle Liesertal. Sono i bambini che con curiosi strumenti girano per il paesino di Plessnitz facendo un baccano indiavolato. Con delle assicelle che portano sul lato anteriore dei martellini di legno, i bambini fanno tre giri intorno alla chiesa di S. Giovanni Battista.

In questa chiesa si trova una testa di San Giovanni scolpita in legno, cui sono attribuiti poteri miracolosi. Per conservare questi poteri, gli abitanti istituirono la rumorosa tradizione del "Tafelngehen". Anche i piccoli abitanti di Plessnitz fanno a gara a chi fa più rumore. Martin ha 5 anni ed è già in prima fila mostrando orgoglioso il suo spauracchio: "Me l'ha regalato il nonno" racconta, "Lo usava anche lui da bambino per spaventare la morte". Al grido "Toad aue!" (fuori la morte!) la morte viene attirata fuori dal nascondiglio. Non appena eccheggia il richiamo, ragazzi travestiti da morte si lanciano contro i bambini.

Il corteo prosegue fra grida e corse fino a varcare il cancello del cimitero, dove tutti saranno al sicuro dalle grinfie della morte. Ma talvolta capita che gli abitanti tornando a casa sentano l'odore dello "Zusel" (un panno imbevuto di escrementi), quando la morte si aggira nell'ombra tra le case.

Artistico, squisito e burroso

Esternamente decorato in filigrana, internamente ripieno di dolcezze... 
A Pasqua il burro dei monti Nockberge arriva in tavola in una forma insolita. La miscela di papavero, uva passa, noci, zucchero e spesso anche cannella o melissa e un goccio di rum conferisce al burro di Pasqua "Osterbutter" il suo inconfondibile gusto. Ma anche l'occhio vuole la sua parte: decorazioni e soggetti pasquali trasformano il comune burro in un'opera d'arte.

Agli stampi da burro in legno, fatti a mano e riccamente decorati a intaglio, è affidato l'aspetto artistico. "La lavorazione degli stampi da burro è una tradizione antica da noi", afferma Franz Leeb scultore di Gnesau. "Bisogna stare molto attenti ai dettagli quando s'intagliano le forme da burro. Per via della morbida consistenza del burro, quando lo si sforma si vede anche il particolare più piccolo. Non ci si può permettere nemmeno uno sgarro." Dopo essersi raffreddato negli stampi, il burro ripieno viene tagliato in fette sottili, e di solito in Carinzia lo si consuma insieme al classico "Reindling". Questo dolce si ottiene da una ben lavorata pasta con lievito, ripiena di zucchero, cannella, uva passa, burro e a volte nocciole tritate. A Pasqua il Reindling si consuma per tradizione durante lo spuntino pasquale a base di prosciutto, uova e rafano (kren).

Per ulteriori informazioni www.carinzia.at