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Un tempio della musica

Nella sala del Wiener Musikverein da 147 anni viene eseguita musica classica di alto livello. Con artisti di fama mondiale tra i quali Anna Netrebko e Ricardo Muti. E dietro alle quinte il personale fatica.
 

Dietro le quinte

Dietro le quinte Walter Deibler, direttore della Biglietteria del Musikverein di Vienna, sta saldo come una roccia. Intanto su Vienna si abbatte un tremendo temporale, nel giro di pochissimo tempo due-tremila persone affluiscono con ombrelli e cappotti bagnati nei foyer del Musikverein - di  per sé già una sfida per il personale-, ma questa sera ci sono altre cose che vanno storte: una spettatrice con la sedia a rotelle ha acquistato un biglietto per un posto non adatto ad una sedia a rotelle, due spettatori attenti alle spese si rifiutano di pagare al guardaroba la somma di 1,70 Euro e iniziano a discutere in modo acceso con la guardarobiera nel foyer, una coppia di abbonati si trova all’ingresso della grande Sala Concerti sprovvista dei biglietti – avendoli dimenticati a casa.   
Walter Deibler non sembra preoccupato da tutto ciò. Con compostezza da gran signore si assicura che tutto torni alla tranquillità in pochi minuti: l’appassionata di Liszt sulla sedia a rotelle viene spostata di posto, alla coppia di abbonati invece viene stampato un biglietto sostitutivo e gli spettatori brontoloni nella zona guardaroba vengono tranquillizzati da Deibler con una longanimità, per la quale perfino il Mahatma Gandhi avrebbe provato invidia.
„Direi proprio che qui sto facendo il lavoro dei miei sogni” spiega Walter Deibler: „In questa Casa ho conosciuto persone che da comune mortale ci si sogna di incontrare” Cecilia Bartoli, Nikolaus Harnoncourt, Seiji Ozawa, Riccardo Muti, Anna Netrebko – Deibler li ha conosciuti, e conosce tutte le celebrità del mondo della musica classica che si incontrano abitualmente presso il Musikverein.



 

Uno sguardo dietro le quinte

  • Wiener Musikverein © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Wiener Musikverein © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout Musikverein Vienna © Österreich Werbung / Sebastian Stiphout
  • Cellist Harriet Krijgh, Wiener Musikverein © Österreich Werbung / Lukas Beck Cellist Harriet Krijgh, Wiener Musikverein © Österreich Werbung / Lukas Beck

Comincia il concerto

Ore 19:29. il Direttore Martin Haselböck si è infilato il frac e, arrivato a bordo palcoscenico della Sala d’Oro, controlla nuovamente la sistemazione del farfallino. 2.000 spettatori sono in trepida attesa della sua entrata, i musicisti dell’„Orchester Wiener Akademie“ – un ensemble di fama mondiale- hanno già preso il loro posto. Quando il Maestro Haselböck raggiunge puntualmente alle sette e mezzo il podio del direttore, esplode l’applauso. Il concerto ha inizio. Si inizia con „Mefisto-Valzer Nr. 1“ eseguito nella versione per orchestra di  Liszt, una delle opere più conosciute del compositore. A calcare il palcoscenico è poi l’organista Christian Schmitt. In perfetta armonia con Haselböck e la sua orchestra il virtuoso dell’organo intona la „Fantasia e Fuga sul Corale degli anabattisti“, al cui apice travolgente il lampadario nella Sala D’Oro del Musikverein sembra tremare delicatamente. L’esecuzione viene accolta con un fragoroso applauso.

Un meritato riposo

Ore 23:05: il direttore della Biglietteria Walter Deibler si lascia cadere esausto sulla poltrona nel suo ufficio. Il suo resoconto di stasera: è andato tutto bene, ancora una volta. L’ultima guardarobiera ha lasciato il Musikverein proprio ora, è giunto il momento anche per Deibler di tornare a casa. Come passerà il viennese verace il resto della serata? „Con un quartino di vino “, dice. „Forse metto su un CD di Liszt.“ Perché il concerto nella Sala Grande Deibler non ha avuto proprio modo di seguirlo.

 

Momenti magici nel Musikverein

“E poi nascono questi momenti speciali, questi Magic Moments

Cellistin Harriet Krijgh, Wiener Musikverein © Österreich Werbung / Lukas Beck Cellistin Harriet Krijgh, Wiener Musikverein © Österreich Werbung / Lukas Beck Harriet Krijgh, violoncellista

Intervista con Harriet Krijgh

Harriet Krijgh è una delle giovani violoncelliste più emozionanti e promettenti del nostro tempo. La venticinquenne ha studiato a Vienna e vive tra Vienna e Utrecht, nei Paesi Bassi. Ad un matinée ha vissuto nella Sala Grande del Musikverein di Vienna uno dei suoi momenti musicali più importanti: per Harriet Krijgh è stata la realizzazione d’un sogno.

austria.info: Lei è cresciuta vicino ad Utrecht. A cinque anni ha iniziato a suonare il violoncello. Quando si è spostata a Vienna per perfezionare la Sua formazione?

Harriet Krijgh: A tredici anni. Quello è stato un passo importante per me. Da bambina fare musica era ancora qualcosa di giocoso, a Vienna poi ho iniziato a lavorare sodo. Ho rinunciato a molte cose, che gli altri giovani davano per scontate. Ho investito tutto sul mio violoncello.

austria.info: Quando si è una musicista dei Paesi Bassi, che suono ha la parola “Vienna“?

Harriet Krijgh: Vienna è un luogo sacro nel mondo della musica, Vienna è la Mecca. Ho un forte legame emotivo verso questa città. Una parte del mio cuore batte qui. Soprattutto nel Musikverein, dove vengo accolta ogni volta in modo molto caloroso quando mi esibisco. È qualcosa di molto speciale suonare al Musikverein. Il pubblico viennese ha un enorme rispetto per gli artisti. L’ho potuto provare con questa intensità solamente in questa città

austria.info: Oltre a Vienna, esiste per Lei un posto dove trarre ispirazione, passare il tempo libero e rilassarsi?

Harriet Krijgh: Si certamente, nel sud della Bassa Austria nella catena montuosa del Wechselgebirge. Non c´è posto che mi faccia rilassare maggiormente. Il paesaggio, le persone, la pace che si può trovare lì: tutto ciò è meraviglioso. Sono assolutamente una ragazza della natura: per me non c´è nulla di più bello che indossare le scarpe da trekking ed immergermi una giornata intera nella natura e scomparire. Lì mi ricarico proprio.
 

austria.info: Qual è la cosa bella, specialmente del Wechselgebirge?

Harriet Krijgh: I boschi e le montagne. E, naturalmente, le tradizionali taverne agricole ancora esistenti lì.

austria.info: La critica musicale celebra la perfezione tecnica con la quale suonate. E l’intimità dell’intonazione. Qual è il Suo rapporto personale verso la musica?

Harriet Krijgh: Quando suono il mio obiettivo è sempre quello di raggiungere il massimo possibile. Questo non sempre ha a che fare solamente con la tecnica. Mentre si è completamente immersi nel concerto si dimentica la tecnica. Si dedica anima e corpo alla musica. Quello è l’istante in cui nascono quei momenti così speciali, quei „Magic Moments“, che si possono raggiungere solamente con una dedizione assoluta per la musica.

 

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