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    Passione collezionismo: una camera delle meraviglie in Tirolo

    L'arciduca Ferdinando II d'Asburgo ha fondato il più antico museo del mondo nel castello di Ambras a Innsbruck. La storica dell'arte Veronika Sandbichler racconta questa straordinaria raccolta di oggetti.

    Veronika Sandbichler è direttrice del museo al Castello di Ambras di Innsbruck. È una storica dell’arte specializzata in storia del collezionismo nel Rinascimento. Lavora al castello da oltre 25 anni e conosce ogni singolo pezzo della straordinaria collezione dell’arciduca Ferdinando II d’Asburgo, che trasformò questa piccola rocca medievale in un palazzo rinascimentale.

    Partito con una raccolta di armature, l’arciduca ha riunito negli anni pezzi d’arte e rari reperti naturali nella sua Kunst- und Wunderkammer(camera dell’arte e delle meraviglie), già famosa e visitata nel XVI secolo, mentre Ferdinando II era in vita. Gestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Castello di Ambras è definito “il museo più antico del mondo”.

    Chi era l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo, sovrano del Tirolo?

    Era il figlio del futuro imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando I, da cui ereditò la contea del Tirolo nel 1564. Prima di trasferirsi a Innsbruck governò il regno di Boemia alla corte di Praga. Viene ricordato come un grande diffusore della cultura rinascimentale in Europa centrale.

    Jubiläumsausstellung Erzherzog Ferdiand II.
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    Come è nata la sua passione per il collezionismo? 
    Era un uomo molto colto. Probabilmente iniziò a collezionare oggetti già in Boemia, perché da Praga trasferì al Castello di Ambras una serie di armature che hanno poi costituito la base dell’attuale armeria degli eroi (Heldenrüstkammer).

    Cosa sappiamo del gusto personale di Ferdinando?
    Oltre alle armature, i suoi interessi erano i coralli, i minerali decorati, l’arte del vetro. Ferdinando studiava la storia e l’origine degli oggetti che collezionava, il suo non era semplice gusto del possesso. L’altra particolarità della collezione è che non si è dispersa, ma si trova ancora nel posto dove l’aveva raccolta per essere mostrata ai suoi ospiti: è una cosa molto rara.

    Dove trovava gli oggetti da acquistare?
    All’epoca c’erano dei commercianti d’arte, spesso diplomatici, che procacciavano oggetti da varie parti del mondo, ma la rete della famiglia Asburgo era la via più potente per raccogliere pezzi anche dai possedimenti Oltreoceano. In particolare, per i cosiddetti “exotica”, oggetti in madreperla, corno di rinoceronte, giada, avorio, porcellana. Un ruolo decisivo in questo senso lo ha avuto sua zia Caterina, regina di Portogallo, grande collezionista a sua volta. E poi non dimentichiamo i regali diplomatici che erano un gesto comune verso un uomo del suo rango.

    La moglie Filippina era coinvolta nella passione per il collezionismo?

    Non ci sono prove di un suo interesse, anche perché il matrimonio è stato tenuto segreto a lungo poiché Filippina era una borghese. Quello che sappiamo di lei è che si interessava di erbe e piante officinali: si conserva un suo libro di cucina su questo tema e uno legato ai rimedi medicali.

    Come sapete esattamente cosa faceva parte della collezione e cosa si è conservato?

    Esiste un documento molto prezioso del 1596: un vero inventario scritto un anno dopo la morte di Ferdinando. Sappiamo anche che la collezione era esposta in enormi armadi di legno alti fino al soffitto, dove gli oggetti erano organizzati per materiale e secondo una gerarchia di importanza. Qualcosa siamo riusciti a tenerlo nella posizione originale, altri pezzi sono andati perduti, altri trasferiti al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Ma cerchiamo comunque di restituire ai visitatori di oggi lo stesso senso di meraviglia che provavano gli ospiti di Ferdinando quando entravano.

    Chi erano questi ospiti che potevano ammirare la collezione?

    Aristocratici, sovrani di altre corti europee, membri della famiglia Asburgo. La collezione di Ferdinando era molto famosa già nella sua epoca e molti volevano vederla o donare un’armatura di famiglia per esporla nella sua armeria. E lui aveva organizzato il castello attorno agli spazi per esporre gli oggetti. Possiamo dire che il Castello di Ambras è il “museo più antico del mondo” perché esiste un disegno del 1580 circa dove appunto il castello è chiamato “museo”. Non era certo un museo come lo intendiamo oggi, ovviamente. 

    Wunderkammer, camera delle meraviglie, è una parola tedesca che si usa anche in italiano. Da dove nasce questa tradizione di raccolta?

    Troviamo questo termine per la prima volta in un documento del 1565. Viene sempre abbinato al termine Kunstkammer, camera dell’arte, ovvero uno spazio per oggetti frutto dell’ingegno e del talento umano. Mentre la Wunderkammer è uno spazio per oggetti sorprendenti e rari. Nel Rinascimento queste due camere rappresentavano una specie di enciclopedia del mondo.

    Qual è il pezzo più di valore del castello?

    In termini monetari gli oggetti più preziosi sono quelli d’oro e pietre preziose, ma nel Rinascimento anche un pezzo di noce di cocco o di corallo erano ugualmente preziosi perché molto rari.

    E un pezzo unico nel suo genere?

    La scultura in legno Tödlein (piccola morte) non è preziosa per il suo materiale ma per il talento di chi l’ha intagliata. È estremamente espressiva e in una posizione inusuale e dinamica, così particolare che non sembra appartenere alla sua epoca. 

    Ci sono oggetti che studiate perché nascondono ancora dei segreti?

    Tutti i coralli. Sappiamo che venivano comperati a Genova ma non sappiamo da dove arrivino esattamente, Sicilia? Sardegna? Ferdinando li amava moltissimo, ma anche la loro funzione non è chiara, avevano anche un significato scaramantico, come dei talismani.

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